Home Rassegna stampa Da de Niro a Pacino anche Hollywood è italoamericana
Da de Niro a Pacino anche Hollywood è italoamericana Stampa

Lo aveva già fatto Paola Casella, dieci anni fa e più, col bel volume Hollywood Italian: gli Italiani nell'America di celluloide.
Si cimenta di nuovo con l’argomento Flaminio Di Biagi, in un saggio intitolato ltaloamericani tra Hollywood e Cinecittà, edito da Le Mani, con Rodolfo Valentino e Bob De Niro in copertina. Tema giusto, ancora più giusto nei giorni in cui salutiamo per sempre un altro grande protagonista dell’asse Roma-Hollywood, Dino De Laurentiis.

E giusto perché si tratta certo del più grande fenomeno di emigrazione (e, ahimè, di codificazione di una serie di stereotipi inestirpabili) dai tempi della importantissima, ma numericamente me no significativa, emigrazione degli anni Trenta, che portò in America la Mitteleuropa di Billy Wilder, Marlene Dietrich e Ernst Lubitsch.
Per dare una misura dell'impor tanza del fenomeno vorrei proporre un gioco. Fatto di soli nomi. Nomi e/o origini italiane, a partire da Rodolfo Valentino. E quindi: Robert De Niro, Al Pacino, Sylvester Stallone, Frank Sinatra; Ben Gazzara; John Turturro, Leonardo Di Caprio, Anthony La Paglia, Danny DeVito, Joe Pesci; Marisa Tomei; Annabella Sciorra; Mary Elizaheth Mastrantonio, Joe Mantegna, James Gandolfini; Tony Musante, Danny Aiello, Anne Bancroft (che in realtà si chiamava Italiano), Steve Buscemi; Paul Giamatti; Lorraine Bracco... E ancora: Gregory La Cava, Frank Capra, Vincente Minnelli, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Michael Cimi no, Brian De Palma, Abel Ferrara, Bill Conti, Henry Mancini, Pietro Scalia. E ancora: quelli e quelle, come Anna Magnani, Vittorio Gassman, Anna Maria Pierangeli; Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Alida Valli, Roberto Benigni, Monica Bellucci, Maria Grazia Cucinotta; che hanno avuto «anche» un periodo o una carriera americana. A rigore, dovrei citare anche Quentin Tarantino (ma ho un mio personale contenzioso con lui). Vantiamo degli emigrati di lusso come Gabriele Muccino, e, adesso, Paolo Sorrentino. Hollywood, decisamente, non può fare a meno di noi. Un solo auspicio: che, anche con il nostro aiuto, ci faccia un po’ meno pittoreschi.

Irene Bignardi
«Il Venerdì di Repubblica»  26 novembre 2010

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 01 Dicembre 2010 08:00 )
 

Credits to Templates By Compass Design - Credits to Tag cloud By Zaragozaonline - Credits to Virtuemart