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Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo Stampa
di Alessio Accardo - Chiara Giacobelli - Federico Govoni

È l’autore più longevo del cinema italiano, più di Zavattini e Suso Cecchi d’Amico. Ha scritto i migliori copioni di Monicelli e Risi, Comencini e Germi, Scola e Virzì. Ha punteggiato la storia del cinema da Totò a Troisi, partorendo un paio di dozzine di capolavori per circa mezzo secolo, tra cui I soliti ignoti e I mostri, Tutti a casa e Sedotta e abbandonata, C’eravamo tanto amati e Ovosodo. Si chiama Furio Scarpelli, ed è uno dei padri della Commedia all’italiana.
«La cosa più rilevante del libro, per come è scritto, è l’aver centrato proprio il profilo psicologico e umano di Furio, nel suo essere candido e complessissimo, trasparente e misteriosamente profondo. L’ho letto subito tutto d’un fiato, saltando il pranzo, e mi sono molto commosso. Mi sembra bellissimo».
Paolo Virzì

«Quando incontrai Furio Scarpelli la prima volta facevo ancora la gavetta, pertanto le esperienze avute con lui mi servirono tantissimo. In pratica, è come se io fossi andato a scuola da lui».
Dario Fo

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 20 Novembre 2012 00:05 )
 

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