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Germania-Israele. Immagini da una memoria divisa in due Stampa
di Claudio Gaetani

La Shoah è l’evento della storia che, più di ogni altro, ha portato il cinema a interrogarsi su se stesso, in maniera anche molto profonda. Oggi, però, queste domande, spesso davvero necessarie, sembrano aver trovato tutte una risposta e nelle cinematografie più note la trasmissione da parte del medium della tragedia, per anni da molti ritenuta addirittura “irrapresentabile”, mostra di rifarsi a formule sempre più fisse e ricorrenti. In breve, quello legato allo sterminio ebraico sembra essere diventato un vero e proprio cinema di genere.
Dopo aver illustrato gli esiti, anche pericolosi, di questa trasformazione, l’autore si sofferma ad analizzare come tale soggetto sia stato trattato nei film e sviluppato nel tempo in due paesi peculiari quali la Germania e Israele, ovverosia quelli che sovente vengono sbrigativamente identificati come il “paese dei carnefici” e quello “delle vittime”, che hanno dovuto giocoforza confrontarsi con la tragedia per plasmare la propria identità nazionale. Quanto questo percorso obbligato sia stato per entrambi complesso, e ancora oggi non cessi di esserlo, lo si può evincere dal viaggio qui proposto, che rende chiaro come, da qualche parte, il pensare la Shoah sia ancora un processo attivo considerato ineludibile, non incasellabile in strutture rigide, non trasformamabile in una vuota commemorazione.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 18 Gennaio 2013 21:05 )
 

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