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Laurence Oliver nei film Stampa

di Sara Pesce

Un gigante nel panorama attoriale della modernità, un artista assai prolifico in teatro e sugli schermi, il britannico Sir Laurence Olivier è riscoperto in questo lavoro non solo attraverso i suoi film shakespeariani per il cinema e la televisione, come hanno largamente fatto gli studi cinematografici in merito a tale attore. Di questa figura si interroga anche la multiforme, e talvolta sfuggente, identità divistica, capace di mutare dalla cifra altera e distante del suo periodo classico hollywoodiano a un’ordinarietà demistificante.

Personalità camaleontica, egli mostra una straordinaria inventiva nella caratterizzazione di personaggi minori, pratica attraverso cui trasferisce sapientemente al cinema la tradizione delle compagnie di repertorio.
Della costruzione dei personaggi olivieriani si rivela, volta a volta, la stratificazione di modelli e di stili, talora incongruenti rispetto alla tradizione cinematografica, in altri casi profondamente radicati in essa e risalenti anche al periodo muto. Riconfigurando continuamente il corpo, la voce, l’immagine divistica, Olivier attinge a un immaginario letterario e iconografico, popolare e “alto”, che immancabilmente mette al servizio di una, non di rado esplicitata, vocazione a sedurre il pubblico evolvendo continuamente al mutare dei sistemi di significato, e al contempo conservando un culto dell’attore legato all’era vittoriana di cui è l’ultimo, estremo, rappresentante.

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 24 Marzo 2013 22:32 )
 

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