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Figli della morte. Memorie di guerra partigiana Stampa
di Franco Mazzi
a cura di Graziella Corsinovi e Roberto Stranieri

Le prose di guerra partigiana di Franco Mazzi, militante partigiano di grande coraggio e di intensa umanità, rappresentano la testimonianza drammatica di un momento storico importante, anche se non privo di ombre e di ambiguità. Proporne la pubblicazione a distanza di trent’anni dalla morte, significa non solo riattivare l’interesse per la sua grande, originale poesia e la sua notevole prosa, ma offrire un esempio luminoso di autenticità, di coerenza, di forti valori civili ed etici, decisamente rari, se non obsoleti, nel mondo di oggi.
Dell’esperienza della guerra, soprattutto delle morti inutili e atroci di ogni guerra, come detto nella splendida lirica La farfalla nera, Franco Mazzi porterà segni profondi, che saranno come un marchio indelebile, impresso per sempre nella sua anima, frantumata come un mosaico di cui è impossibile ricomporre i pezzi. Il senso di disperante lacerazione causato dal trauma della guerra si sovrappone e coincide con una visione leopardiana dell’esistenza e pervade, insinuante, molte delle sue liriche e dei suoi scritti. E la ricchezza tematica ed espressiva di Mazzi, il suo inconfondibile registro lirico, lo pongono, di diritto, fra i poeti più significativi del nostro tempo.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 22 Giugno 2015 21:11 )
 

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