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IL CINEMA VA A SCUOLAIL DISINCANTO

IL CINEMA, IL CORPO E L'ANIMA

Chiara Simonigh
2008
pp. 200
ill. b/n
€14,00
ISBN 978-88-8012-460-3
Info su: Simonigh Chiara

Buster Keaton l’aveva forse compreso: il cinema, mostrando il corpo come mai prima, lo avrebbe liberato da una schiavitù culturale di secoli, ma lo avrebbe liberato solo in immagine. E così paradossalmente il cinema, con i suoi divi, con i suoi attori e con i suoi personaggi, tutti allo stesso modo assunti dal pubblico come altrettanti modelli culturali e persino psicologici, avrebbe capovolto l’antica concezione che voleva il corpo prigione dell’anima e avrebbe fatto dell’anima, della psiche che introietta e segue quei modelli, la prigione del corpo. I segni delle immagini mediatiche che oggi vediamo chirurgicamente incisi nei corpi, e non solo in quelli dei giovani, sono proprio lì, a volte comicamente altre drammaticamente, a dimostrarcelo.
Questo libro tocca alcuni dei temi e dei problemi salienti posti nel tempo dalla rappresentazione del corpo e dalla recitazione nel cinema e nella fotografia. Cos’è la quarta dimensione che secondo Ejzenštejn il cinema introduce nella drammaturgia recitativa? Come possono, ancora oggi, Chaplin e Keaton, coi loro soli corpi silenziosi, consegnarci un intero mondo poetico, ad un tempo lieve e dolente? In cosa le immagini moderne e contemporanee che celebrano un corpo femminile – qui di Marilyn Monroe – sono diverse da tutte quelle che le hanno precedute? Come incarna i valori culturali dominanti l’attore e come li incarna invece il divo? Perché la storia del primo piano fotografico e cinematografico muove dall’espressività forte ed esplicita all’inespressività presunta?
Questi sono alcuni degli interrogativi al centro del libro; interrogativi dietro ai quali si nasconde, ancora una volta, la domanda che il corpo da sempre pone alla cultura.








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