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Il GOTICO PADANO. Dialogo con Pupi Avati

Ruggero Adamovit
Claudio Bartolini

2010
pp. 248
2 inserti colore
€15,00
ISBN 978-88-8012-514-3
Info su: Adamovit Ruggero - Bartolini Claudio

Il cinema che sto facendo si confonde e si intreccia sempre più con la mia vita; ne faccio talmente tanto che ingombra tutta la mia giornata, per cui non so mai se sto girando un film o se sto vivendo. Ecco, per quanto mi riguarda, mi piacerebbe moltissimo morire in questa incertezza: sto morendo davvero o sto recitando una scena in cui muoio?»
Pupi Avati


Cosa lega la tranquilla e solare Emilia-Romagna alle storie cupe e inquientanti messe in scena da Pupi Avati al ritmo cadenzato di ogni decennio?
È lo stesso cineasta a scandire, passo a passo con i contenuti presentati dagli autori, le tappe di un percorso misterioso che si addentra nei meandri del gotico, suo territorio cinematografico di elezione. Un viaggio che prende le mosse dalla fertile mentalità dei contadi emiliani e romagnoli, inesauribili fucine di paure e secolari tramiti di ataviche credenze e superstizioni. Dalle immobili e placide campagne assolate alle acquose propaggini del delta del Po, dagli umidi e ombrosi boschi dell’Appennino fino ai chiassosi lidi della riviera romagnola, il libro segue le linee tracciate dai territori di una regione da sempre sinonimo di serenità, apertura e divertimento, alla ricerca di quella crepa in cui la macchina da presa si inserisce, riportando a galla un terrore antico.
Con La casa dalle finestre che ridono, indiscusso cult movie, Avati inaugura il filone del gotico padano, trasfigurando i propri luoghi d’infanzia fino a renderli fabbriche di terrore, contenitori di ossessioni e raccapriccianti segreti.
Per continuare con le suggestioni che popolano opere di genere come Zeder, L’arcano incantatore e Il nascondiglio, provenienti dal passato prossimo e remoto vissuto in Emilia.
Il dialogo tra gli autori e il regista consente di comprendere a fondo le dinamiche filmiche e narrative attraverso le quali Pupi Avati costruisce e veicola la paura, con una rara potenza destabilizzatrice che ancora oggi fa tremare il suo pubblico.


INDICE

Prefazione: Gotico e rurale di Roberto Della Torre

Prima Parte
Pupi avati ha paura; L’Emilia-Romagna sul grande schermo; Luoghi di ripresa avatiani; Cultura contadina: un modello ancora attuale?; Ambiguità e ambivalenza di un mondo: archetipo, simbolo e immaginario collettivo; Favola contadina: la necessità del racconto; Un viaggio alla rovescia: soglie, spazi e tempi di passaggio; La paura del ritorno: presagi e rituali di allontanamento; Macabro e morte nell’alto Medioevo: l’incontro, la danza, il trionfo; Le strelle nel fosso: acqua, morte, oralità contadina; Civiltà contadina, fra tradizione e cinema

Seconda Parte
Pupi avati fa paura; Suggestioni: Balsamus. L’uomo di Satana e Thomas - Gli indemoniati; Le inquietudini di Balsamus; Il film dimenticato: Thomas, Il gotico padano. La casa dalle finestre che ridono e Zeder; La paura alla luce del sole; Anomalie: la mostruosità del diverso e del deforme; Il pericolo di un luogo sicuro; L’arte contiene il terrore. L’arte svela il terrore; Orrore nascosto, orrore svelato: La casa dalle finestre che ridono; Zeder e l’irruzione del soprannaturale; Morire dal ridere: Tutti defunti… tranne i morti; Paura scritta e incoraggiata: produzioni e sceneggiature gotiche; Ritorno al gotico: L’arcano incantatore e Il nascondiglio; Il sottile confine tra razionalità e mistero; Storie claustrofobiche in luoghi bui; Archetipi: L’arcano incantatore; Attualizzare il gotico (padano): Il nascondiglio; Quale futuro?

Filmografia; Bibliografia; Indice dei nomi e dei film

Recensione su Close-up on line

   








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