Home Cinema Saggi CLASSICI AMERICANI
E-mail
CIRCOLAZIONI LINGUISTICHE E CULTURALI NELLO SPAZIO MEDITERRANEOCLAUDE CHABROL

CLASSICI AMERICANI

Oreste De Fornari
2011
pp. 368
ill.b/n.
€20,00
ISBN 978-88-8212-573-0
Info su: De Fornari Oreste

Questo libro, che raccoglie medaglioni e recensioni pubblicati negli ultimi trent’anni perlopiù sulla rivista spagnola «Dirigido por…» è il risultato di un lungo viaggio sentimentale attraverso il cinema americano classico (quello compreso nel periodo 1939-1968) in cui tanti cinefili ritroveranno gli entusiasmi e i disincanti di tutta una generazione.
La domanda implicita è sempre la stessa, perché quei film erano “mitici”, che cosa avevano di speciale (forse un gusto, uno stile, una visione del mondo). Qual è dunque, se esiste, il filo rosso che lega l’antimanicheismo di Anthony Mann, l’alchimia hawksiana di edonismo e stoicismo, la sottile crudeltà sentimentale di certi Hitchcock, lo scetticismo laico di Otto Preminger, l’ambiguità delle commedie di Wilder, sospese tra cinismo e buoni sentimenti.
De Fornari risponde con una formula di disarmante semplicità: tutto risalirebbe, in qualche modo, a un’alchimia di glamour (fascino, magia) e di understatement (minimizzazione), dietro cui si nasconde un gioco di convenzioni e trasgressioni, stilistiche e morali, variamente declinate dai diversi registi. Una prova di come, dopo più di mezzo secolo, questo cinema che non a caso viene detto classico, continui a parlarci.

INDICE
Esame di coscienza di un cinefilo
John Ford, o la modernità dei classici
Raoul Walsh, l’infinito inseguimento
Vincente Minnelli, il glamour e l’understatement
Anthony Mann, adulti con riserva
B al quadrato: otto film di Budd Boetticher
Hawks, la disinvolta dignità
Hitchcock e l’opera al nero (Notorious, 1946)
Wilder e la farsa verosimile (A qualcuno piace caldo, 1959)
Preston Sturges e la commedia non sofisticata (I dimenticati, 1941)
I due testamenti di Ernst Lubitsch (Vogliamo vivere!, 1942)
(Il cielo può attendere, 1943)
Sobrietà provvisoria di Orson Welles (L’orgoglio degli Amberson, 1942)
L’anima buona di Leo McCarey (La mia via, 1944)
(Le campane di Santa Maria, 1945)
Lang allo specchio (La donna del ritratto, 1944)
Hitchcock, Curtiz e Siodmak, dalla pagina allo schermo
(Delitto per delitto, Il romanzo di Mildred, I gangster)
L’ipnotico Tourneur (Le catene della colpa, 1947)
Frank Capra, ottimismo con incubi (La vita è meravigliosa, 1947)
DeMille e le figurine Liebig (Gli invincibili, 1947)
Chaplin in noir (Monsieur Verdoux, 1947)
Edward Ludwig e i cerchi del bicchiere sul tavolo (La Strega rossa, 1948)
Un’omelette per Wellman (Bastogne, 1949)
George Cukor e la parità fra i sessi (La costola di Adamo, 1949)
Mankiewicz neoclassico (Eva contro Eva, 1950)
George Sidney, Rafael Sabatini e la Rivoluzione francese
(Scaramouche, 1952)
Samuel Fuller e il pericolo rosso (Mano pericolosa, 1953)
Preminger lo scettico
Nicholas Ray e il busto di Beethoven (Johnny Guitar, 1954)
King Vidor e il filo spinato (L’uomo senza paura, 1955)
Delmer Daves, correttore di Shakespeare (Vento di terre lontane, 1956)
Douglas Sirk e il melodramma a doppia prospettiva
(Come le foglie al vento..., 1957)
Le lacrime edipiche di Elia Kazan (Splendore nell’erba, 1961)
Jerry Lewis e la pop art (Le folli notti del dottor Jerryll, 1963)
Huston predicatore (La notte dell’iguana, 1964)
Hitchcock, solitudine e suspense
Arthur Penn e l’estetica della nostalgia (Gangster Story, 1967)
Blake Edwards e la saggezza orientale (Hollywood Party, 1968)
L’arca della discordia
Nota bibliografica
Indice dei nomi e dei film









Credits to Templates By Compass Design - Credits to Tag cloud By Zaragozaonline - Credits to Virtuemart