Home Cinema Saggi Al cinema con Mussolini. Film e Regime 1929-1939
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AGOSTOALAIN RESNAIS. O la persistenza della memoria

Al cinema con Mussolini. Film e Regime 1929-1939

Marco Salotti
2011
pp. XVIII-260
ill.
€20,00
ISBN 978-88-8012-599-0
Info su: Salotti Marco

Durante gli anni Trenta andare al cinema con Mussolini è una scelta di italianità.
Non importa se è un film militante alla Blasetti o una commedia alla Camerini, se si canta
Giovinezza Giovinezza o Parlami d’amore Mariù, se i protagonisti indossano la camicia nera o quella bianca dello smoking: tutti, credenti e agnostici, fascisti e non fascisti, collaborano a creare l’immagine di una nuova Italia che si sta trasformando in società di massa. L’ottimismo nel presente e la speranza nel futuro animano sia l’eroe aviatorio che il fattorino dei grandi magazzini, sia il combattente etico che il giovane scanzonato.
Alla fine degli anni Venti il Fascismo è fatto, ora bisogna fare l’Italia fascista: il cinema, assieme ad altri media, partecipa alla elaborazione di un immaginario che deve essere attuale e insieme ispirato al genio italico. L’impegno del regime, durante gli anni trenta, è quello di far coincidere l’identità italiana con l’identità fascista, “moderna” e “rivoluzionaria”. I film nazionali si collocano sull’ambiguo confine tra queste due identità, tra propaganda esplicita e apparente disimpegno, tra collaborazionismo e fiancheggiamento, tra organicità e presa di distanza tattica. Ma sullo schermo del regime tutto si tiene strategicamente, in un immaginario di celluloide che coinvolge Scipione l’Africano e De Sica, Garibaldi e Amedeo Nazzari, Casta Diva e Mille lire al mese, Ettore Fieramosca e Macario, l’Impero e Totò.








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