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HAYAO MIYAZAKI. Il dio dell’animeHOLLYWOOD 2000. Generi e Temi. Panorama del cinema americano contemporaneo

HOLLYWOOD 2000. Autori. Panorama del cinema americano contemporaneo

Leonardo Gandini - Roy Menarini (a cura)
2001
pp. 352
€18,00
ISBN 978-88-8012-172-5
Info su: Gandini Leonardo - Menarini Roy

È una storia infinita, quella dei rapporti tra registi americani e industria hollywoodiana. Quando Truffaut e Godard convincevano il mondo che bisognava pensare a Ford e Hawks come a Chateaubriand o a Proust, intendevano dire che certi autori sanno imporre la propria idea della vita anche all’interno di film nati in fabbrica, tra uno standard e l’altro. È ancora possibile sostenere questo? I registi americani possiedono, dentro Hollywood, una visione del mondo e una visione del cinema? Per gran parte della critica, la risposta è affermativa. Oggi, autori come Joel Coen, Tim Burton, Kathryn Bigelow, James Cameron, Paul Verhoeven, solo per citare i più noti, sfornano lavori che sono, contemporaneamente, opere commerciali e sperimentali. L’esempio è stato loro fornito dai cineasti della generazione anni Settanta, i vari Coppola, Pollack, De Palma, Scorsese, che hanno saputo reinventare il cinema del passato con le conoscenze tecniche e la personalità di oggi. Eppure, proprio l’esperienza di molti di essi, passati da un rovescio finanziario a un altro, ricorda a tutti che il sogno di una New Hollywood d’autore, tutta in mano ai registi, è svanito presto, con Apocalypse Now e altri capolavori troppo titanici. Hanno vinto, invece, coloro il cui immaginario coincide con quello di mezzo mondo, da Spielberg a Lucas, presto diventati abili produttori di se stessi e icone di un successo che ha sorpassato le generazioni. Ma Hollywood vive anche di scosse telluriche, che alle volte coincidono tout court con la scoperta di un nuovo autore: il caso Tarantino è esemplare per gli anni Novanta. Ancora una volta, si tratta di amare gli indipendenti per attitudine più che per contratto, e magari rifugiarsi, ogni tanto, presso i grandi ribelli, da David Lynch a Spike Lee, che con le loro immagini destabilizzano un universo troppo dorato.








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