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IL CINEMA DI GUERRA AMERICANO 1968-1999IL CINEMA DI ROMOLO MARCELLINI tra storia e società dal colonialismo agli anni '70

IL CINEMA DI HONG-KONG. Spade, kung-fu, pistole e fantasmi

Giona A. Nazzaro - Andrea Tagliacozzo
1997
pp. 396
ill. b/n
€20,00
ISBN 978-88-8012-053-7
Info su: Nazzaro Giona A. - Tagliacozzo Andrea

John Woo, Jackie Chan, Tsui Hark, Chow Sing Chi, Anita Yuen, Clarence Ford, Maggie Cheung, Jet Lee..., Dopo anni di culto sotterraneo, e dinanzi al flusso migratorio di autori e maestranze che si è riversato negli Stati Uniti, il cinema di Hong Kong è balzato prepotentemente alla ribalta, attirando attenzione e curiosità, anche dei media non specializzati, su una produzione cinematografica estremamente ricca e variegata.L’alfiere di quest’ondata d’interesse per il cinema di Hong Kong è stato senz’altro John Woo, autore di incandescenti melodrammi gangster, e indicato da più parti come l’erede naturale di Sam Peckinpah e Sergio Leone. Ma Woo è solo la manifestazione più clamorosa di quanto è accaduto e sta tuttora accadendo sull’isola, dove, al di là dei balletti balistici del regista di The Killer e Bullet in The Head e altri capolavori, vive un intero sistema di generi che si è rivelato il prolungamento di quel complesso di relazioni e linguaggi che negli anni ’70 fu al centro della diffusione del cinema di arti marziali. Il cinema di Hong Kong, si propone dunque di fornire, al di là delle facili mitizzazioni e lontano dalle tentazioni dell’esotismo a ogni costo, una ricognizione articolata per generi, registi e star di un universo affascinante quanto complesso, proponendosi come guida ragionata a quanti intendano muoversi alla scoperta di una vera e propria galassia cinematografica, analizzata nella sua realtà produttiva e linguistica.








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