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COMMEDIA AMERICANA IN 100 FILM

Paola Cristalli
2007
pp. 512
ill. b/n
€20,00
ISBN 978-88-8012-386-6
Info su: Cristalli Paola

Ogni commedia americana è a suo modo una promessa di felicità: questo il suo carattere testuale dominante, questo l’orizzonte d’attese condiviso dalla più ampia comunità di spettatori. La felicità promessa dalle commedie di cui si occupa questo libro è la felicità sentimentale; il territorio d’indagine è dunque quello della comedy che incrocia il romance (termine che, perse le sue connotazioni letterarie, porta con sé i significati che ha assunto nel quotidiano lessico anglosassone: storia d’amore, atmosfera romantica). Genere pervasivo, primigenio e squisitamente nazionale, per una cultura nella quale il “diritto alla felicità” è iscritto nella stessa Dichiarazione d’Indipendnza, la commedia americana dei sentimenti ha avuto nei decenni una variegata evoluzione. La felicità romantica assume negli anni Trenta i modi sofisticati di un aggressivo e ludico conflitto tra i sessi, che perlopiù incrocia un conflitto di classi (ecco dunque film come Mancia competente, Accadde una notte, L’orribile verità, Susanna!, Scandalo a Filadelfia); tra anni Quaranta e Cinquanta diventa sempre più spesso avventura domestica, rassicurante o catastrofica, meglio ancora rassicurante e catastrofica (Un evaso ha bussato alla porta, La vita è meravigliosa, La costola d’Adamo, Il padre della sposa); nei tardi Cinquanta e primi Sessanta è progetto perseguito con tracce di nevrosi sessuale pudibonda, ma non oltre trattenibile e talora già parodica (Quando la moglie è in vacanza, La bionda esplosiva, A qualcuno piace caldo, L’appartamento, Amore ritorna!); verso e dentro gli impetuosi Settanta il progetto pare frantumarsi, cambiar pelle, assumere le figure della crisi (Il laureato, Due per la strada, Minnie e Moskowitz, Io e Annie); gli anni Ottanta e i Novanta preparano e celebrano una luminosa reviviscenza romantica (da Manhattan a Insonnia d’amore) che però si consuma e s’incupisce mano a mano che ci si avvicina e quindi ci si addentra nel Duemila (fino a titoli come Lost in Translation o Closer). Attraverso l’analisi di cento film esemplari, si segue da vicino la storia delle variazioni, revisioni e potenti scosse che il genere, e la sua fondativa promessa di felicità, hanno affrontato nel corso del tempo, lasciando affiorare al contempo l’apporto di personalità autoriali (da Lubitsch a Hawks, da Cukor a Stevens, da Wilder a Tashlin, da Edwards ad Allen fino ai contemporanei Sofia Coppola e Wes Anderson) e corpi divistici (Cary Grant e Katharine Hepburn, Gary Cooper e Jean Arthur, James Stewart e Grace Kelly, Doris Day e Rock Hudson, Audrey Hepburn e William Holden, Allen & Keaton & Farrow, Meg Ryan e Tom Hanks, Julia Roberts e Jude Law).


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