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LA SPIAGGIA DI ALBERTO LATTUADALA TESTA DEL PROFETA

LA STORIA DI ROMA CITTÀ APERTA

Stefano Roncoroni
2006
pp. 482
ill. b/n
€38,00
ISBN 978-88-8012-324-8
Info su: Roncoroni Stefano

Questo libro è la storia d’un film e d’una ricerca. Il film è Roma città aperta di Roberto Rossellini, girato tra il 1944 e il 1945 nella capitale appena liberata, monumento neorealista, film-cerniera del cinema moderno. La ricerca è quella che per trent’anni ha condotto Stefano Roncoroni, rosselliniano senza se e senza ma, sulle tracce d’una sceneggiatura. La sceneggiatura che Roberto Rossellini, genio espansivo, negava d’aver mai utilizzato, perché il suo film l’aveva girato sulla base di appunti fuggevoli, di improvvisazioni, di illuminazioni. Quella sceneggiatura che Sergio Amidei, talento inflessibile e taciturno, diceva d’aver scritto pagina dopo pagina, scena dopo scena, e di cui però, subito dopo le riprese, s’era smarrita ogni traccia e ogni copia. Oltre vent’anni dopo la sceneggiatura misteriosamente ricompare. E quindi di nuovo misteriosamente scompare. Tra un mistero e l’altro Roncoroni, studioso/investigatore, riesce ad avere tra le mani quel copione, lo legge, e registra la propria lettura. La ricerca del dattiloscritto perduto prosegue, con alterne fortune e uno scacco finale. Mai ritrovata, la sceneggiatura di Amidei materialmente oggi non c’è più (o ancora non c’è), è una lacuna aperta nel corpus del cinema italiano. Quella che qui presentiamo, accanto al racconto dell’avventurosa quête, è la trascrizione puntuale di quell’antica lettura. Dunque una sceneggiatura-fantasma eppure straordinariamente viva, che, messa a confronto con la sceneggiatura desunta, rivela inediti scenari: alla sceneggiatura di Amidei il film di Rossellini resterà assai fedele nella sostanza e nella scansione narrativa, ma non in certi cruciali dettagli che molto ci dicono delle tensioni ideologiche dell’epoca, di inediti o solo sussurrati interventi censori, della forma che Roma città aperta, film scritto da un comunista irriducibile e girato da un cattolico aperto al compromesso, finì per assumere nel clima di pacificazione nazionale che seguiva la fine della guerra. Tra i documenti, editi e inediti, presentati nel volume spicca infine La disfatta di Satana, soggetto scritto da Alberto Consiglio e che, pur non citato nei credits, ci appare oggi il misconosciuto incunabolo del capolavoro di Rossellini. Un’altra prova di come la storia di Roma città aperta, cominciata forse ancor prima di Amidei e di Rossellini, non sia stata fino a oggi davvero raccontata.









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