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SEDERSI SULLE PIETRE. Racconti di montagna e di ogni suo frammentoSENSO COME RISCHIO. 60 anni di Filmcritica

SEGNI DEL GIORNO

Adriana Dentone

Prefazione di Pino Boero e Graziella Corsinovi
2007
pp. 96
€10,00
ISBN 978-88-8012-419-1
Info su: Dentone Adriana

"Mi sono avvicinato molte volte alla poesia di Adriana Dentone e ogni volta ho messo alla prova la mia idea che la poesia, prima che commentata da diligenti chiosatori, vada letta, saggiata con lo strumento voce anche nel silenzio del proprio studio, visitata insomma con una disponibilità alle immediate emozioni più che con una volontà di entrare dentro quello che davvero il poeta vuole dirci… Tocca oggi a Segni del giorno e ancora una volta nei versi di Adriana trovo quella lucidità di pensiero e quella forte emotività che mi colpirono quindici anni fa alla lettura della sua prima raccolta di versi: nella raccolta di oggi la divisione nelle due sezioni Luci a Ponente e Luci a Levante non ammette capovolgimenti o scambi di ruolo: nella sezione Luce a ponente, a partire da Cifre, le poesie sono immerse nel sangue, calate nel dolore delle guerre e qui v’è certamente il rifiuto di quelle “avanguardie” novecentesche che indicavano – come il Futurismo italiano - nella guerra la sola “igiene del mondo” e v’è piuttosto il richiamo – implicito, ma con l’attenzione figurativa di Adriana sicuramente pertinente – ai disastri della guerra di Goya che mettono in luce la brutalità e la meschinità umana, senza neppure la distinzione delle divise. Soprattutto nell’ultima parte della seconda sezione, Luci a Levante, il lettore trova una forte tensione religiosa, pare quasi che la fisica dei testi precedenti si innesti sulla metafisica di quel “Volto Sacro [che] ti guarda/ti aiuta se lo guardi/non verrà il vento/che taglia gli alberi/e li seppellisce nella terra” (Il Volto) ma lo faccia senza clamori circondata da quel silenzio che è discrezione, riflessione, intensità. Ancora una volta, dunque, Adriana Dentone si è immersa nelle profondità del “sé” per trovare segni e svelarci simboli che dal vissuto personale e dal mondo sotterraneo delle spinte emotive siano capaci di arrivare a noi, di confermarci nelle ragioni dell’esistere, di diventare davvero segni del giorno, spazi di luce, scommessa su un futuro in grado di dare unità al frammento, interiorità alla ruvida corteccia che ci imprigiona".
Pino Boero









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