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CABIRIA. Studi di cinema n. 173

Rivista quadrimestrale di studi cinematografici
I quadrimestre 2013
pp. 112
ft. 16,5x24
ill. b/n e colore
€10,00
ISBN 978-88-8012-674-4
Info su: Cinit - Cineforum Italiano

In questo numero ci occupiamo della travagliata gestazione di Stazione Termini, un film poco amato e poco studiato. Eppure si tratta di una tappa importante per il cinema di De Sica e per quello italiano in generale: segna il tentativo di comprendere nella poetica neorealistica anche quelle istanze borghesi che si stavano facendo avanti grazie a Matarazzo, Cottafavi o Antonioni. Un esperimento non dissimile da quello coevo di Rossellini che, dopo aver inserito una diva come Ingrid Bergman nel contesto proletario di Stromboli, ha continuato a indagare non solo sulla realtà sociale, ma anche su quella interiore di personaggi femminili sempre più sfaccettati. E così la già affermata Jenniffer Jones e l’astro nascente Montgomery Clift accettano di essere diretti in un contesto e con modalità lontani dallo star system hollywoodiano pur di avere nel loro curriculum un film di un regista italiano.








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