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ELEPHANT MAN l'eroe della diversità. Dal freak show vittoriano al cinema di Lynch

Gabriele Mina (a cura)
2010
pp. 192
ill. b/n
€15,00
ISBN 978-88-8012-562-4
Info su: Mina Gabriele

Novembre 1884, East End di Londra: il famigerato “abisso” degli operai, dei vagabondi, delle
prostitute. In un freak show una tenda separa due giovani uomini: Frederick Treves, ambizioso
chirurgo del London Hospital, e Joseph Merrick, mostruosamente segnato nel corpo da una
malattia degenerativa. Le protuberanze e la deformità del cranio lo avevano fatto ribattezzare
Elephant Man. Treves parte da quell’esibizione per illustrare la parabola esistenziale di Merrick:
il ricovero in ospedale, la personalità romantica, il momento di fama presso l’alta società, la
morte – forse per suicidio – nel 1890.
Anche questo libro propone un incontro. Nella sezione Scritture è pubblicato il racconto di
Treves, tradotto dalle sue memorie del 1923. Alla piccola gemma vittoriana del medico e scrittore
inglese s’intrecciano le immagini di The Elephant Man, il celebre film di David Lynch del 1980, la cui sceneggiatura prendeva le mosse proprio dallo scritto di Treves.
Nella sezione Sguardi ricercatori e artisti rileggono quell’immaginario, approfondendo i temi della diversità, del corpo e della rappresentazione: Gabriele Mina (antropologo), Stefano Locati (critico cinematografico), Nadja Durbach (storica), Fabrizio Foni (studioso del fantastico), Silvana Penco
(genetista), Luca Ferri (attore e autore teatrale), Isabella Labate (illustratrice).








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